7 luglio 2016 News 0

Archivio privato Vincenzo Onida: un ritratto dell’Isola

Conosciamo Vincenzo Onida, un isolano di vecchia data, all’inizio degli anni 2000. All’epoca Eumm ancora non c’era, ma c’era chi si stava occupando delle trasformazioni sociali dell’Isola, con le sue vecchie corti e i grossi progetti urbanistici. Non si parlava ancora di Bosco Verticale, ma la Stecca degli Artigiani era ancora in piedi, e Cantieri Isola al suo interno. La metrò Lilla non era ancora arrivata in quartiere. Ma molti “giovani-vecchi” isolani, figli di isolani, continuavano ad abitarci, oppure ci erano tornati, all’Isola. Alla ricerca del “quartiere”, delle sue relazioni, in fase di cambiamento, ma descritte come persistenti.

In questo panorama abbiamo conosciuto Vincenzo Onida, restauratore ebanista e suonatore di fagotto. Con lui abbiamo registrato una lunga intervista, all’interno del bellissimo laboratorio. Finita la ricerca sull’Isola, la relazione è rimasta. Durante la realizzazione della Guida Jeco Guides, Vincenzo ci è stato nuovamente d’aiuto, fornendoci documentazione fotografica molto interessante sull’Isola. Ci ha permesso di fare una copia del suo archivio digitale che raccoglie, in quasi 3.000 scatti, il volto dell’Isola negli ultimi 25 anni. Questo rappresenta un materiale molto prezioso, capace di documentare la trasformazione, nell’ottica di uno dei suoi abitanti, di uno dei quartieri milanesi più cambiati negli ultimi 20 anni.

 

Oggi, Vincenzo Onida è diventato liutaio a tempo pieno liutaio (costruttore di fagotti). Grazie a questo suo lavoro, e passione, è passata per l’Isola una moltitudine di musicisti da Singapore, Australia, Svizzera, Olanda, Germania ecc. portandosi dietro sempre uno strumento nuovo e un’immagine del quartiere decisamente positiva nonostante le trasformazioni, non sempre virtuose, ma che ancora non hanno snaturato il suo volto più bello, ovvero i suoi abitanti.