17 Giugno 2019 News 0

Il progetto e il recupero

Nel 2009 Eumm ha avviato, insieme a Parco Nord Milano e grazie al contributo di Fondazione Nord Milano e di Regione Lombardia, un progetto di allestimento nei bunker dell’ex fabbrica Breda.

L’obiettivo della valorizzazione dei rifugi antiaerei è duplice. Da un lato, recuperare l’identità storica e culturale di un’epoca specifica dello sviluppo industriale del Nord Milano. Dall’altro, sperimentare sistemi innovativi di fruizione del patrimonio culturale capaci di creare consapevolezza, costruire nuove interpretazioni del presente e stimolare il pubblico tramite la condivisione diretta dell’esperienza. La sfida è di leggere il presente attraverso il passato, per rendere i cittadini non solo destinatari delle proposte culturali, ma protagonisti di un percorso di tutela.

In una prima fase, dal 2009, il percorso all’interno dei rifugi antiaerei Breda si presentava come molto dinamico, per la natura degli spazi ancora “provvisoria” e non completamente allestita. Dal 2014 il progetto si consolida, grazie a nuovi finanziamenti e al crescente interesse del pubblico cittadino. Le aperture al pubblico sono divenute mensili, andando così a rispondere a un “bisogno di narrazioni”, fruendo anche della facilitazione logistica data da un allestimento ormai permanente di alcuni dei bracci che compongono la struttura dei bunker. Ognuno di questi bracci è caratterizzato da un elemento: sonoro, video, immagini, che attiva una dimensione emozionale, oltre che di conoscenza.

Il percorso dell’allestimento: primo e secondo braccio

Una bomba ricamata all’uncinetto in dimensioni reali accoglie il visitatore all’inizio della sua esperienza. Si tratta di un’opera d’arte sociale promossa dall’artista Laura Morelli (Associazione Di+) per il progetto “Bunker”. L’opera di recupera in maniera artistica il lutto vissuto dai superstiti al bombardamento della fabbrica Dalmine (6 luglio 1944).

La prima sala segna, con la discesa nei bunker, il salto temporale dall’oggi al periodo della Guerra. L’ambiente, proprio con la sua spoglia semplicità, è suggestivo e di forte impatto emotivo. Il tempo sospeso e l’economia negli stimoli sensoriali concentra l’attenzione del visitatore sulle sensazioni date dall’ambiente fisico dei bunker. Si costruisce una scenografia sonora a partire da suoni concreti, puntuali ed in forma di fasce sonore: bombe che scoppiano, rumore di aerei, sirene ecc. L’ambiente è avvolto nella penombra, fioche luci segnalano il percorso lasciando al visitatore la possibilità di immergersi in un percorso emotivo.

Nella seconda sala, fanno da allestimento delle panche sulle quali il pubblico sperimenta la sensazione della permanenza nei rifugi e la vicinanza con il prossimo, come ai tempi dei bombardamenti. Fotografie di Milano bombardata, una linea del tempo ed una mappa ragionata con geolocalizzazione precisa dei principali bombardamenti a Milano. Questi i materiali visivi che permettono ai visitatori di approfondire il tema. Le immagini provengono da importanti archivi: Archivio Fotografico Civico del Castello Sforzesco e Archivio Gianfranco Ucelli.

Allestimento: terzo e quarto braccio

La terza tappa mostra l’evoluzione che, dal dopoguerra fino agli anni ’70, ha consentito la costruzione dell’identità operaia e del paesaggio del Nord Milano. Delle linee del tempo simbolicamente poste come panche sulle quali sedevano gli operai stessi, ripercorrono le tappe principali della fabbrica e della Guerra.

Ai fini della condivisione dei saperi e della preparazione del personale che vi opera, Eumm coinvolge i volontari del Servizio Civile di Parco Nord. Costoro, dopo un periodo formativo, riflettono sui temi della violenza, della guerra, delle dittature, delle passate e presenti forme di resistenza civile. Tale percorso di acquisizione di conoscenze trova una sua restituzione nella realizzazione di un contributo, generalmente come mostra temporanea. 

Nel quarto braccio dei Bunker, infatti, vengono ospitati lavori creati dai ragazzi del Servizio Civile. Fotografie d’archivio e immagini del presente dialogano per mettere l’attenzione sulle tracce ancora riconoscibili all’interno del parco, portatrici di memorie e, in qualche modo, segni di Pace.